On doing ‘being a victim’. Sulla titolarità dell’esperienza della vittima nella slam poetry

“On doing ‘being a victim’. Sulla titolarità dell’esperienza della vittima nella slam poetry” in L’estasi del martirio, Milan: Mimesis, 2025 (capitolo del libro).
Il poetry slam, che prevede un format per una gara di poesia performativa con giuria popolare, costituisce un frame ibrido: un “for(u)m” che si muove tra competizione, cerimoniale e finzione, condizionando contenuti e forme delle performance. Diverse studiose (Somers-Willett, Novak, Ailes) hanno osservato che il vincolo secondo cui chi performa può essere l’unico possibile autorə del testo stabilisce con il pubblico un patto di autenticità come elemento di accordo preliminare, con la conseguenza che l’io della poesia viene in genere associato a quello dellə performer. Se nella cultura contemporanea una concezione dell’autorialità legata all’effetto di presenza in carne e ossa di chi scrive ha un ruolo sempre più centrale, come dimostrato da Cangiano (2024) e Giglioli (2014), culture wars e identità vittimaria garantiscono una storia saliente da raccontare.
Facendo riferimento ai queer studies e a un approccio interdisciplinare, questo contributo si propone di indagare come lɜ slammer costruiscono performativamente l’identità della vittima. Nelle performance, caratterizzate prevalentemente da un registro linguistico quotidiano e diretto, risultano rilevanti l’assunzione della postura del parresiasta, che parla a nome di una comunità marginalizzata, l’uso dell’«essenzialismo strategico» (Spivak) e l’autorappresentazione della propria figura artistica come «change-maker» o «artivista».
Che cosa succede, però, quando a performare la vittima è qualcunə che non ha la titolarità dell’esperienza (Sakcs 1984) necessaria per portare sul palco un’identità stigmatizzata, per chi è “senza trauma” (Giglioli 2011)? Queste performance, inoltre, possono produrre un cambiamento reale o confermano le strutture di potere, colmando un bisogno di agency relegato al momento dell’esibizione senza conseguenze nella prassi? Attraverso una serie di esempi, si riflette qui sulla rappresentazione dei conflitti culturali nella slam poetry e sulle conseguenze sociali e politiche nel rapporto tra performer e pubblico.
La risposta estetica nel poetry slam: Frame analysis e fenomenologia della performance

Mille Gru Edizioni 2022
Preface Paolo Giovannetti
Postfazione Giuliano Logos
Serie Quaderni Slam
In collaborazione con LIPS, Lega Italiana di Poetry Slam
ISBN 978-88-946947-0-3
Il fenomeno culturale del poetry slam nasce negli anni Ottanta a Chicago ed è oggi diffuso a livello mondiale. Si tratta di una nuova pratica poetica che prevede un format fisso per una gara di poesia performativa. Le sue regole sono poche e semplici: ogni poeta ha tre minuti di tempo per proporre la sua performance; non sono ammessi costumi, musica e oggetti di scena; i testi devono essere originali; la giuria è rigorosamente popolare e formata da cinque persone estratte a sorte tra il pubblico.
Il lavoro di Eleonora Fisco punta ad analizzare la scena slam italiana applicando gli strumenti ermeneutici della Frame analysis di Erving Goffman (1974) e dell’approccio interpretativo del reader-response criticism. L’obiettivo è quello di capire come gli slammer (ovvero i poeti che partecipano alla gara) creano le loro performance avendo in mente un certo uditorio implicito (Iser, 1978). Dopo una breve presentazione storica del movimento nell’introduzione, lo studio si struttura in due macro-capitoli. Il primo è dedicato all’analisi del frame poetry slam, cioè alla definizione della situazione sociale creata dall’evento, che influenza le aspettative degli spettatori. Il secondo capitolo è incentrato sullo studio della fenomenologia della performance portata sul palco dagli slammer, a partire da un’attualizzazione dei concetti della teoria della risposta estetica di Wolfang Iser, che indaga la costruzione del significato creato dalla relazione tra testo e lettore. Viene inoltre proposta una classificazione degli stili che più rappresentano il genere della slam poetry sulla base del criterio dell’effetto che i performer intendono suscitare nello spettatore, poi esemplificata dall’analisi di alcune performance.
Grazie alla sua esperienza di slammer, organizzatrice e spettatrice e ai dati raccolti attraverso le interviste ad alcuni protagonisti della scena nazionale, in questo volume Eleonora Fisco presenta il primo studio etnografico del poetry slam italiano pubblicato in Italia.